www.OrchestraHarmonie.it

Dialogo con il pubblico

Questa sezione del sito dell'Orchestra di Fiati Harmonie è dedicata al grande pubblico della musica classica. Riportiamo alcune curiosità del mondo della musica, le risposte ad alcune domande inviateci e qualche articolo d'interesse musicale.

Chi volesse farci delle domande che riguardano argomenti quali gli strumenti dell'orchestra (archi, fiati e percussioni), l'orchestrazione, la direzione d'orchestra, la didattica strumentale rivolta alla cultura del suonare in modo "sinfonico" e sui brani della grande musica suonata dall'Orchestra di Fiati Harmonie, può scriverci a:

orchestraharmonie@virgilio.it

vi risponderemo con grande piacere.

Harmonie è un'Orchestra di Fiati, sarebbe lo stesso dire che è una Wind Orchestra o una Symphonic Band ? M. R., Verona, febbraio 2008

Wind Orchestra significa letteralmente ''Orchestra di Fiati'', quindi se parlassimo in inglese potremmo dire che Harmonie è una Wind Orchestra. Invece Symphonic Band significa ''banda sinfonica'', di conseguenza questa definizione non si addice all'Orchestra di Fiati Harmonie, perchè non è una banda e non esegue esclusivamente musica sinfonica.

Io sono originario del sud d'Italia. Nelle nostre zone esistono grandi complessi di strumenti a fiato chiamati bande da giro. C'è soltanto una differenza numerica tra queste e l'Orchestra Harmonie ? D. S., Verona, marzo 2008

L'Orchestra di Fiati Harmonie è costituita come associazione culturale senza scopo di lucro. Sia l'organico che le orchestrazioni prevedono una netta prevalenza dei legni sugli ottoni.

Ho notato che l'Orchestra Harmonie esegue musiche originali per pianoforte in alcuni dei suoi programmi. Potreste dirmi una parola al riguardo ? C. A., marzo 2008

Lei tocca un argomento molto interessante, le daremo una risposta citando numerosi esempi di grandi compositori. Certamente il repertorio di Harmonie comprende anche orchestrazioni di brani per pianoforte. L'idea è quella di portare qualche novità nei programmi, restando comunque legati ai grandi compositori. Vorrei ricordare che i compositori spesso realizzano più versioni di uno stesso brano. Per esempio, Debussy scrisse La plus que lente e Berceuse héroïque per pianoforte e poi le riscrisse per orchestra. Children's Corner fu orchestrato da A. Caplet, presumibilmente con il beneplacito dell'autore, dato che alla prima esecuzione orchestrale fu Debussy stesso a dirigere l'orchestra. Debussy orchestrò due delle Trois Gymnopédies di Satie. Ravel orchestrò 2 brani di Debussy : Danse e Sarabande. Se poi volessimo parlare della musica di Ravel ... ben 8 dei suoi brani orchestrali furono prima scritti per pianoforte : Menuet antique, Pavane, Une barque sur l'océan, Valses nobles et sentimentales, Le Tombeau de Couperin, Habanera (per 2 pianoforti), Ma mére l'Oye (per pianoforte a 4 mani) e La Valse. Chi potrebbe dire che sono ''originali'' per pianoforte ? Lo stesso succede con brani di Bizet, Borodin, Brahms, Dvořák, Liszt, Prokofiev, Milhaud e molti altri grandi autori. E non parliamo delle partiture orchestrali che per mano degli stessi autori diventano formidabili pezzi pianistici come Petruška di Stravinsky e la Danza Ritual del Fuego di De Falla.

Sono una studentessa del conservatorio. Sono stata sorpresa dalla sonorità dell'Orchestra di Fiati Harmonie. Come arrivate ad ottenere una fusione dei timbri così equilibrata ? M. E., Verona, maggio 2008

Contrariamente a ciò che si crede, il suono che Lei ha percepito non è creato esclusivamente dai musicisti e dal gesto del direttore nei concerti. Durante le prove l'Orchestra di Fiati Harmonie si prefigge di suonare ''in modo sinfonico'', avendo cura che tutti gli strumenti dialoghino tra di loro in perfetta armonia, senza che nessuno dei gruppi orchestrali (flauti, oboe, clarinetti, saxofoni, corni e gli altri ottoni) sovrasti gli altri. La qualità delle musiche proposte e l'accuratezza delle orchestrazioni utilizzate fanno il resto.

Molte volte mi chiedo, qual'è la differenza tra le prove e il concerto, dato che una compagine orchestrale formata da professionisti non ha certamente bisogno di provare e riprovare i brani che deve eseguire ? C. Z., Villafranca (VR), giugno 2008.

Le prove non servono per "imparare" i brani o per "mettere insieme" i diversi gruppi di strumenti che costituiscono un'orchestra. Potremmo dire che la prova è come un "laboratorio" dove si crea (o se vogliamo si ricrea) ogni brano musicale. In un certo senso, malgrado l'opinione diffusa tra i musicisti che esaltano il concerto o l'esibizione in pubblico, le prove sono molto interessanti perchè permettono ai musicisti di inserire il suono del proprio strumento nella sonorità globale dell'orchestra. E' proprio questa la funzione delle prove: abituarsi a suonare con gli altri strumenti per costruire un suono omogeneo. Questo si può ottenere quando ogni strumentista prova regolarmente e ha la capacità di dosare il proprio suono in base alle esigenze del direttore.

Sono un compositore di musica contemporanea. Vorrei sottoporvi una mia composizione. Avete tutte le percussioni che si usano nella musica sinfonica ? C. P., Siena, dicembre 2008

L'Orchestra di Fiati Harmonie ha a disposizione tutti gli strumenti a percussione necessari per eseguire la musica classica. Fino ad oggi le partiture eseguite da noi hanno richiesto i seguenti:

Ovviamente, conforme ai nostri programmi, in futuro ne utilizzeremo altri. Per quanto riguarda il suo brano, è essenziale sapere per quale organico è orchestrato e la durata. Se Lei desidera può inviarci la sua partitura in visione.

Sono diplomato in clarinetto a L'Aquila e abito da poco a Verona. Dato che sono impegnato con il mio lavoro non so se potrò dare completa disponibilità per suonare. Vedendo il tipo di brani che fate mi rendo conto che per far parte della Vostra orchestra è richiesto un livello molto alto. Esistono altre formazioni a Verona che possano dare soddisfazione a un diplomato come me ? L. D., Verona, gennaio 2009

Lei ha le idee un po' confuse. In tutte le formazioni musicali formate da professionisti il livello è molto alto. Ciò che distingue una orchestra dall'altra è la qualità del suono, ovvero sia la continuità del lavoro fatto prova dopo prova con un direttore stabile e con elementi stabili. Quando invece parla di avere ''soddisfazione'', questo dipende da Lei. C'è chi vuole sentirsi dire ''Bravo !'' e chi invece è più elastico e accetta i diversi suggerimenti interpretativi. Noi siamo convinti che la bravura consiste proprio in questo: possedere la tecnica di uno strumento per poter avere la capacità di cambiare il modo di suonare a seconda delle esigenze dell'interprete (che nel caso della musica sinfonica è il direttore d'orchestra). Certamente Lei può andare a suonare in un gruppo, classico o pop che sia, dove le sue note sono fatte da molti altri strumenti (e dove, di conseguenza, la presenza alle prove è secondaria). Scelga bene !

Sono uno studente di fagotto e volevo sapere come si può riuscire ad avere una continuità del suono, in modo tale che le varie note sembrino legate in un certo senso perchè appartenenti allo stesso fiato, cioè in poche parole credo che la mia domanda si riduca al semplice quesito di quale sia il modo per riuscire a fraseggiare bene. A. A., Verona, agosto 2009

La cosa più importante è capire che l'aria produce le note, indipendentemente dal modo in cui si emettono i suoni, quindi, il modo in cui iniziano i suoni non deve essere fuorviante, nel senso che non deve farci pensare che ogni volta che inizia un suono la colonna d'aria debba iniziare da capo il suo percorso. Per la prima nota di una frase il ragionamento è valido ma tutte le altre vanno intese, e di conseguenza eseguite, come se la colonna d'aria non si interrompesse. Da qui l'importanza della spontaneità della produzione del suono (nel senso che le ance devono vibrare in modo 'naturale' senza che ci sia uno sforzo o una volontà) e la comprensione del fraseggio musicale, che permette di conoscere le interpunzioni del discorso musicale per non suonare le note meccanicamente e dare un senso musicale compiuto: unendo o separando i suoni conforme alla forma delle frasi.

Facendo una ricerca in rete mi sono imbattuto nel vostro articolo riguardo l'orchestrazione e, dato che è un po' che sono alla ricerca di approfondimenti circa l'argomento vorrei chiedervi se poteste gettarmi un po' di luce su una cosa in particolare.
Chiunque sia abituato a suonare e comporre per mezzo di una tastiera in genere se la cava con degli accordi e delle melodie che suona avvalendosi del classico suono strings (con le tastiere più attrezzate oppure con il migliore suono strings che si può trovare nei virtual instruments più ricercati). Cosa succederebbe nel momento in cui quegli stessi accordi e quella stessa melodia, che spesso interagiscono tra loro, volessi adattarli all'esecuzione di un'ORCHESTRA D'ARCHI o più semplicemente di un QUARTETTO D'ARCHI? Come si distribuirà l'armonia e la melodia sui quattro strumenti dell'ensemble da camera?
Mi sono soffermato sugli archi poichè sono la famiglia a cui ricorro più di frequente e, anche se molte volte fanno semplicemente da contorno a un'esecuzione di PIANOFORTE, vorrei abituarmi a pensarli suonati da quattro strumenti come in realtà succede.
Spero possiate essermi ulteriormente d'aiuto come in parte lo è stato il vostro articolo. Grazie ancora!
Sergio, Vercelli, febbraio 2010

Nel nostro archivio possediamo molte orchestrazioni per fiati, archi e percussioni (la classica orchestra sinfonica o da camera) di brani classici (intendo dire compositori che scrissero per pianoforte, per pianoforte a 4 mani o per un altro tipo di organico, per esempio Chopin, Debussy, Albéniz e Prokofiev), brani tratti da films (per esempio Henry Mancini, Elmer Bernstein e Nino Rota), brani di musica pop (per esempio Tito Puente, Édith Piaf, Chico Buarque e Lalo Schifrin) e molte altre musiche che comprendono anche orchestrazioni di tango (quello vero, del periodo d'oro della orquesta típica argentina). Detto questo ci permetta di dire che innanzitutto, prima ancora di orchestrare è importantissima la scelta dei brani, intendo dire la qualità della composizione che, semplice o complessa (come tutta la grande musica), acquisti, attraverso la veste orchestrale, una nuova dimensione senza ''desvirtuar'' (bisogna cercare un sinonimo in italiano) l'originale.
La caratteristica degli archi è l'omogeneità del suono nei diversi registri (in genere, ma soprattutto se li paragoniamo ai fiati, nei quali il registro -grave, medio o acuto- determina il peso sonoro) e la scrittura in note reali (ad eccezione del contrabbasso). In un certo senso questo semplifica il lavoro: nei due casi che Lei chiede -la linea melodica e l'armonia- è importante decidere se affidarle a uno dei gruppi (Viol. I, Viol. II Viole, Celli, Contrabbassi) o a tutti. La disposizione classica non prevede sovrapposizioni tra i gruppi ma in casi particolari si può fare. Per es. una linea melodica affidata alle viole o ai violoncelli, nelle quale questi strumenti suonano in un registro più acuto rispetto i Viol. I e II.
La linea melodica: gli archi potrebbero suonarla come in un tutti, in varie ottave (con o senza i contrabbassi) oppure, estensione permettendo, all'unisono (Viol. I, Viol. II, Viole e Celli). Come diremo nel prossimo paragrafo, niente è obbligatorio, per esempio, in un brano per pianoforte ed archi la linea melodica potrebbe essere affidata soltanto in una frase ai Viol. I.
Una scelta importante, nell'armonia: quando fare suonare i contrabbassi insieme ai violoncelli (non è una questione di raddoppiare all'8va. grave, come qualcuno direbbe in modo semplicistico, ma si tratta di aggiungere densità al tessuto sonoro), quando farli tacere (lasciando soltanto i violoncelli ad eseguire il basso dell'armonia) e quando affidare loro una parte indipendente rispetto ai violoncelli. Nessuna di queste 3 opzioni è obbligata: dipende dal brano, dalla sua struttura (formale e armonica) e nemmeno è necessario utilizzare le 3 opzioni in ogni brano. Come Lei vede, le decisioni, il gusto dell'orchestratore sono sovrani. Siamo del parere che per non incorrere in scelte arbitrarie è fondamentale non perdere di vista la versione originale.
Un'ultima cosa, nel caso dei brani per pianoforte e archi il registro in cui suonano gli archi deve essere consono a ciò che esegue il pianoforte. È proprio cui che il suono strings può essere fuorviante: si deve scegliere il registro in cui si muovono gli archi in base alla parte che esegue il pianoforte: intendo dire che nell'orchestrare dobbiamo pensare se vogliamo che in un dato momento gli archi siano (rispetto al pianoforte) uno sfondo, una parte pari al solista o, in un dato periodo del pezzo, che il pianoforte stesso sia uno sfondo degli archi.

Valid XHTML 1.0 Transitional Valid CSS! Created with bluefish Created with The Gimp